L’ESTATE 2026 BATTE QUELLA DEL 2003: È LA PIÙ CALDA DA QUANDO SI REGISTRANO I DATI (1961)

L’ESTATE 2026 BATTE QUELLA DEL 2003: È LA PIÙ CALDA DA QUANDO SI REGISTRANO I DATI (1961)

L’estate 2026 batte quella del 2003 e diventa ufficialmente la più calda dal 1961 sulle Marche. La temperatura media regionale viene calcolata sulla base dei dati di 14 stazioni meteorologiche, scelte da AMAP, l’Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della pesca, come rappresentative dell’intero territorio regionale.

Per capire la portata del dato è utile il confronto tra la media dei 3 mesi del 2026 e quella dei 3 mesi del 2003. Il grafico mostra chiaramente l’intensità del caldo di entrambe le estati, separate da appena due decimi di grado: 25,5°C nel 2026 contro 25,3°C nel 2003, rispettivamente +2,2°C e +2,0 rispetto alla media di riferimento 2000-2025, pari a 23,3°C. Inoltre, il mese di agosto 2026, con una media di 26,8°C, è ufficialmente e in assoluto il mese più caldo vissuto sulle Marche da quando si registrano i dati.

Non importa se il record è stato superato solo per un decimo di grado perché anche avvicinarsi ai valori del 2003 sarebbe stata una notizia. Una notizia che assume ancora più valore, ma non cambia ciò che gli scienziati affermano da tempo: le estati che viviamo ora potrebbero essere le più fredde dei prossimi decenni. Un concetto un po’ estremizzato e semplificato, infatti non è detto che ogni estate sarà più calda della precedente. Un concetto che, però, arriva alla pancia delle persone e serve per smuovere un po’ le coscienze di chi, ancora, riduce l’argomento ad una chiacchiera da bar. Se è pur vero che viviamo in un mondo che sembra ricolmo di problemi, deve essere chiaro a tutti che non ci troviamo ai Caraibi ma in Europa e se il nostro clima diventa tropicale o caraibico, per citare un recente discorso, non può essere considerata una banalità. Tra l’altro, anche questo concetto è stato estremamente semplificato negli anni perché il clima italiano non diventerà “caraibico”, ma si verificherà un progressivo aumento delle temperature, con ondate di calore più intense e frequenti e, allo stesso tempo, precipitazioni irregolari e eventi estremi più frequenti. Non parliamo di semplice adattamento, ma di uno sconvolgimento climatico in un territorio ricco di biodiversità che rischia di essere distrutto.