L’inverno racchiude una serie di fenomeni affascinanti ma spesso anche poco conosciuti, uno di questi è sicuramente il gelicidio: esso si verifica quando le precipitazioni cadono allo stato liquido ma al suolo le temperature sono negative. Normalmente essa aumenta con il calare dell’altitudine ma ci sono casi in cui può avvenire un’inversione termica, cioè quando è presente uno strato d’aria in quota con temperature più miti rispetto agli strati inferiori, dove rimane confinata l’aria fredda più pesante ed i valori possono scendere anche sottozero. Se ciò accade e sono in atto precipitazioni, le gocce raggiungono il suolo e congelano al contatto con le superfici, formando uno strato di ghiaccio trasparente privo delle bollicine d’aria che lo rendono normalmente bianco. Per questo motivo, si tratta di un fenomeno estremamente pericolo perché risulta invisibile sulle strade aumentando il rischio di potenziali incidenti. Il ghiaccio può anche accumularsi in grandi quantità sugli alberi e il peso più elevato rispetto alla neve ne aumenta il rischio di caduta, tanto che possono essere distrutti interi boschi.
Lo strato d’aria fredda può essere abbastanza spesso da permettere alle gocce di congelare prima di toccare terra e trasformarsi in piccoli “granuli di ghiaccio” che in inglese vengono chiamati ice pellet o sleet. Attenzione, però, a non confonderli con la grandine: quest’ultima, al contrario dello sleet, rimane allo stato solido durante tutto il suo tragitto verso il suolo e può raggiungere anche svariati centimetri di diametro. Che si tratti di granuli di ghiaccio o gelicidio il meccanismo alla base è lo stesso ma il risultato diverso: si tratta di fenomeni molto interessanti dal punto di vista meteorologico ma che possono dare vita a vere e proprie “tempeste di ghiaccio”. L’ultima avvenuta negli stati uniti a fine gennaio ha provocato vittime a causa di incidenti stradali e un milione di persone senza elettricità per giorni.
𝗧𝗘𝗠𝗣𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗚𝗛𝗜𝗔𝗖𝗖𝗜𝗢 𝗡𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗦𝗔 – 𝗢𝘅𝗳𝗼𝗿𝗱 (𝗠𝗶𝘀𝘀𝗶𝘀𝘀𝗶𝗽𝗽𝗶) – 𝟮𝟱/𝟬𝟭/𝟮𝟬𝟮𝟲



Il fenomeno del gelicidio non è circoscritto agli stati d’oltreoceano, durante l’inverno 2026 è stato documentato due volte anche nelle Marche: la prima il 5 gennaio nelle aree appenniniche tra Frontone e il Monte Catria, ma che probabilmente si è verificato anche nelle aree limitrofe; la seconda il 21 gennaio sul colle delle Cesane. Nel primo caso è davvero affascinante osservare le immagini che hanno immortalato il gelicidio sulle pendici del monte Catria: si può notare lo strato di ghiaccio trasparente che ha ricoperto alberi e strutture sulle quali prima era già presente o si è posata successivamente la “galaverna”. Questi due fenomeni spesso vengono confusi o usati come sinonimi ma sono completamente diversi; infatti, la galaverna appare come cristalli di ghiaccio bianco e si manifesta in presenza di nebbia con temperature sottozero. Vi lasciamo le foto che hanno immortalato questa situazione molto suggestiva.
MONTE CATRIA (PU) – 05/01/2026 Grazie a Omar





Nella seconda occasione invece l’accumulo di ghiaccio è visibile solo da un’attenta osservazione perché le precipitazioni sono state molto scarse. Interessante la presenza di qualche fiocco depositato sopra il gelicidio segno che si sono verificate anche deboli nevicate alternandosi alle fasi di pioviggine.
CESANE (PU) – 21/01/2026



Documentare episodi del genere anche sulle Marche rappresenta senza dubbio un punto di partenza per informare la popolazione sui fenomeni meteorologici che, come potete notare, sono tantissimi. Grazie al vostro aiuto sono felice di potervi trasmettere e raccontare ciò che più mi appassiona: la meteorologia!
Grazie della lettura!
