L’evento meteo del 26-27 marzo rientra tra le fasi di maltempo più intense degli ultimi anni, soprattutto considerando il periodo in cui si è verificato, a ridosso del mese di aprile. Il ciclone Deborah, così nominato dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, si è sviluppato sull’Adriatico dando vita a una struttura ben visibile dal satellite. Nel pomeriggio del 26 marzo il minimo ha raggiunto le Marche. A partire dalla ore successive, si è entrati nel cuore del peggioramento: ma quanta neve è caduta sui nostri monti? E quanto hanno inciso vento e mareggiata lungo la costa? Scopriamolo!

NEVE
Partiamo da alcuni degli accumuli nevosi, analizzati sulla base delle segnalazioni e dei dati delle stazioni nivometriche della Protezione Civile:
- Monte Carpegna: 129 cm
- Monte Nerone: 56 cm
- Monte Acuto: 52 cm
- Montecopiolo: circa 90/100 cm
- Pintura di Bolognola: 42 cm
Si tratta di accumuli che in quota hanno in diversi casi superato le attese previsionali. Allo stesso tempo, sono emerse differenze nella distribuzione della neve: come si può notare dai dati, gli accumuli maggiori si sono concentrati sul nord della regione. Questo perché il minimo si è posizionato leggermente più a ovest rispetto alle ipotesi iniziali, favorendo maggiormente la Romagna e il nord delle Marche. Di conseguenza, proprio in Romagna si sono osservate nevicate fino a quote pianeggianti, mentre nelle Marche difficilmente si è scesi sotto i 500-600 metri e, dove avvenuto, la neve ha avuto una durata limitata a causa del successivo rialzo della quota neve.
VENTO
Per quanto riguarda il vento, la Bora ha soffiato per diverse ore lungo la costa con raffiche anche sostenute. In base ai dati disponibili, tra stazioni ufficiali e segnalazioni locali, si sono registrati i seguenti valori:
- Porto Recanati: 111 km/h (stazione privata: grazie a Michele per il dato)
- Rimini: 88 km/h
- San Costanzo: 84 km/h
- Fano: 78 km/h
- Boe CNR (Fano e Senigallia): circa 70 km/h

Nel complesso non si è trattato di un evento eccezionale dal punto di vista del vento, ma non sono mancate raffiche anche molto forti a livello locale, come dimostra il dato di Porto Recanati. Gli effetti si sono tradotti in disagi limitati, con qualche caduta di rami o alberi, ma senza criticità diffuse. Un dato interessante riguarda anche la pressione: il minimo di Deborah ha raggiunto valori attorno ai 989-990 hPa, secondo alcune stazioni lungo la costa tra Pesaro e Fano.
MOTO ONDOSO
Sul fronte marittimo si è osservato un deciso aumento del moto ondoso: la boa ondametrica al largo di Fano (circa 1,5 miglia dalla costa) ha registrato un’altezza d’onda significativa di circa 3,5 metri. Si tratta di un valore elevato, indice di una mareggiata importante, ma anche in questo caso senza raggiungere livelli estremi. Valori simili si sono registrati anche lungo il resto della costa marchigiana.
Un evento che ricorderemo sicuramente anche nei prossimi anni sia per intensità che per il periodo in cui si è verificato.
